Esposito: "Se andrò in prestito, tornerò"



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Esposito: "Se andrò in prestito, tornerò"

Sebastiano Esposito alla Gazzetta dello Sport ha parlato del suo diciottesimo compleanno. "Ho festeggiato fino a mezzanotte, il giorno dopo avevo allenamento. Ho festeggiato con la mia famiglia, è la cosa più importante per me: li ringrazio sempre, loro sono la mia forza.

A Lignano ero contento del mio esordio ma ero più contento che giocava mio fratello. Sono orgoglioso di noi"

Le parole di Esposito

"La maglia azzurra è sempre un orgoglio, che richiede onori e oneri.

Cerco sempre di divertirmi, e devo dire che quando abbiamo la palla ci divertiamo. Ma dopo la partita ero arrabbiato, deluso. A ogni esordio in azzurro avevo fatto gol..." . Esposito è tornato a parlare del primo gol segnato con l'Inter.

"Ricordo che non avevo paura! E fatico a crederci se ci ripenso. Se dovessi rifarlo adesso, avrei più timore. Una volta sul dischetto, mi sono detto solo che potevo fare tutto tranne che sbagliarlo... Lukaku mi disse di calciare sicuro e forte.

Ma mi aveva già aiutato prima. 'Stai tranquillo, gioca come sai' Poi tra primo e secondo tempo ero un po’ in ansia e lui ancora 'appoggiati su di me e andiamo alla conclusione, l’importante non è il gol ma portare a casa la partita'"

"Ho imparato tanto: da Romelu, Lautaro, Eriksen, Sanchez. Non solo i gesti tecnici ma i valori umani. Il mio esempio è stato però soprattutto D’Ambrosio: non gioca nel mio ruolo, è vero, ma mi ha insegnato il rispetto per gli altri, per gli orari, per il gruppo.

Sono cose fondamentali. Resterò? Non lo so, decideremo insieme con il club e con il mio agente quel che è meglio. Io posso dire che amo l’Inter, fin da piccolo. Mi ha aiutato nei momenti di difficoltà, è stata una seconda famiglia e il direttore del settore giovanile Roberto Samaden è stato per me un secondo padre.

Se dovrò andare in prestito, dovrò dare il massimo per poi tornare all’Inter. Quello è il mio obiettivo: giocare nell’Inter il più a lungo possibile" Marcelo Brozovic si è raccontato alla testata croata story.hr.

“Mia moglie è carina. Mi ha attratto con il suo aspetto. È davvero intelligente. Ha studiato biologia alla Facoltà di Scienze. La ragazza che mi piace deve essere bella, intelligente e socievole. La cosa più importante per me è a lei piaccia stuzzicare.

Ogni ragazza è bella a modo suo, bisogna saper conquistare. Amo le modelle, le guardo in televisione, ma la professione non è fondamentale per me. Vengo da una famiglia normale. Ho vissuto con i miei nonni. Tutti sono orgogliosi del mio successo, e soprattutto mamma.

Mi loda tutto il tempo. E’ una cosa che non mi piace molto. Papà è più realistico. Quando gioco male, non mi risparmia delle critiche, che tra l’altro rispetto molto”. A Esposito probabilmente succede lo stesso.