Lukaku: "Conta la vittoria, non i record"



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Lukaku: "Conta la vittoria, non i record"

Romelu Lukaku, decisivo anche contro il Bayer Leverkusen, fa il modesto e non pensa ai suoi primati. "L'uomo partita è stato Barella, che maturità, veramente un grande giocatore"

Le parole di Lukaku

"Quello che importa è la vittoria, non il record.

Abbiamo sbagliato tante occasioni, potevamo fare più gol contro una bella squadra allenata da un bravo tecnico. Stiamo bene fisicamente e cresciamo mentalmente ma queste partite vanno chiuse prima se no si va in difficoltà nei finali.

Una settimana per recuperare, dovremo farci trovare pronti" Durissime intanto parole dell'avvocato Mattia Grassani, intervistato dall'Italpress sul caso Conte. "La multa rappresenterebbe il minimo sindacale rispetto a quello che è accaduto ma, nel caso di specie, vi sono anche i margini per procedere al licenziamento in tronco per giusta causa, con addebito delle responsabilità al tecnico di Lecce.

Si tratta di una situazione senza precedenti, almeno a livelli così alti. Siamo in presenza di critiche durissime e trasversali che scuotono nel profondo e colpiscono al cuore la società neroazzurra" "A prescindere dal merito delle stesse parole, ovvero a prescindere dal fatto che sia tutto vero o tutto falso, a mio avviso sussistono i presupposti affinché la proprietà si tuteli sotto il profilo legale trattandosi di affermazioni rese pubblicamente, reiteratamente, che sconfinano in ambiti che non sono nemmeno di competenza dell'allenatore.

Il più recente è stato quello di Petkovic da parte della Lazio. Poi Delio Rossi con la Fiorentina e Davide Ballardini con il Cagliari, casi tutti definiti dal Giudice del Lavoro in sede di impugnazione. Il grave inadempimento del lavoratore porta alla risoluzione unilaterale del rapporto e anche, ove dimostrato, al risarcimento del danno a favore del Club.

Peraltro il sistema normativo attuale, nel quale non sono più in vigore gli accordi collettivi di categoria, riconosce al datore di lavoro il potere disciplinare diretto, il che significa che la società può licenziare l'allenatore senza passare dal Collegio Arbitrale"