Grassani: "Conte può essere licenziato"



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Grassani: "Conte può essere licenziato"

Durissime parole dell'avvocato Mattia Grassani, intervistato dall'Italpress sul caso Conte. "La multa rappresenterebbe il minimo sindacale rispetto a quello che è accaduto ma, nel caso di specie, vi sono anche i margini per procedere al licenziamento in tronco per giusta causa, con addebito delle responsabilità al tecnico di Lecce.

Si tratta di una situazione senza precedenti, almeno a livelli così alti. Siamo in presenza di critiche durissime e trasversali che scuotono nel profondo e colpiscono al cuore la società neroazzurra"

Le parole di Grassani

"A prescindere dal merito delle stesse parole, ovvero a prescindere dal fatto che sia tutto vero o tutto falso, a mio avviso sussistono i presupposti affinché la proprietà si tuteli sotto il profilo legale trattandosi di affermazioni rese pubblicamente, reiteratamente, che sconfinano in ambiti che non sono nemmeno di competenza dell'allenatore.

Il più recente è stato quello di Petkovic da parte della Lazio. Poi Delio Rossi con la Fiorentina e Davide Ballardini con il Cagliari, casi tutti definiti dal Giudice del Lavoro in sede di impugnazione. Il grave inadempimento del lavoratore porta alla risoluzione unilaterale del rapporto e anche, ove dimostrato, al risarcimento del danno a favore del Club.

Peraltro il sistema normativo attuale, nel quale non sono più in vigore gli accordi collettivi di categoria, riconosce al datore di lavoro il potere disciplinare diretto, il che significa che la società può licenziare l'allenatore senza passare dal Collegio Arbitrale"

Antonio Conte intanto al telefono con l'ANSA si è sfogato. "In merito all'articolo uscito oggi su Repubblica.it smentisco categoricamente il fatto di aver sentito dirigenti e giocatori della Juventus chiedendo "ma Sarri lo cacciano?" Querelerò chi ha scritto quest'articolo e il direttore responsabile della testata.

Ho sposato un progetto triennale con l'Inter e come ho sempre fatto nella mia vita lavorerò duramente e mi batterò con tutte le mie forze e con tutto quello che è nelle mie possibilità affinché sia un progetto vincente"

Antonio Conte aveva anche provato a chiudere il sogno Messi. "E' più facile spostare il Duomo che portarlo all'Inter. Capisco che attaccare me porti pubblicità però mi dispiace perché sento dire a volte delle cose sul lavoro che offendono la professionalità di una persona che ci mette tantissimo con passione.

Mi ha dato fastidio. A me sembra di essere molto onesto e corretto quando parlo, penso che a volte l'onestà e la correttezza diano fastidio. Capisco che attaccare me porti pubblicità, perché non sono l'ultimo della banda; però mi dispiace perché sento dire a volte delle cose sul lavoro che offendono la professionalità di una persona che ci mette tantissimo con passione.

Cerco sempre di essere un acceleratore nelle situazioni che mi chiamano. A volte ci riesco a volte meno, ma quando si raccontano cose ad arte per attaccare la mia persona dà fastidio e non mi è piaciuto. Io non posso raccontare la storia dell'Inter, sono i giornalisti che riportano i numeri e vedono le partite che dovrebbero farlo.

Io capisco di creare tantissime aspettative, tante cose possono essere condizionate da questo. Qualcuno può pensare che arrivo e come tocco vinciamo: è successo in passato, però..." . Queste le sue parole prima della bufera analizzata da Grassani.