Marotta: "L'Inter non vende i suoi campioni"



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Marotta: "L'Inter non vende i suoi campioni"

Beppe Marotta ha parlato di mercato a margine della sconfitta col Bologna. "In questo momento dobbiamo convivere con la parte agonistica e quella di calciomercato. comprendo queste domande ma non posso che rispondere dicendo che non c’è nessun contatto.

Non abbiamo iniziato nessuna trattativa. Stiamo facendo delle valutazioni, ma quelle più importanti si faranno dopo le nove partite che mancano. Lautaro? Al di là dei paletti vincolanti, la considerazione più esplicita è che l’Inter non vuole vendere i suoi campioni più interessanti"

Le parole di Marotta

"Se ci fosse la volonta di andare via faremmo valutazioni insieme, se non ha mai mostrato la volontà di andar via, credo che dall’alto della sua giovane età avrebbe la possibilità di migliorare le sue performance stando nell’Inter.

Essere un giocatore dell’Inter significa essere giocatore di una grande squadra e motivo di grande orgoglio”. Vratislav Gresko, giocatore che gli interisti ricordano per quanto successo il 5 maggio, ha parlato a Il Posticipo.it di quel giorno e non solo.

"Sono arrivato con poca esperienza e poche partite sulle gambe. Ho fatto il salto in una squadra grandissima con una bella storia calcistica, tanti tifosi e una bellissima città alle sue spalle. Purtroppo non avevo disputato tante partite in Germania per via di un infortunio muscolare"

"Dopo l’Europeo del 2000, l’Inter ha cambiato allenatore: al posto di Marcello Lippi è arrivato Marco Tardelli che mi voleva fortemente. Io avevo avuto altre quattro offerte da squadre di Serie A: molto interessanti e non molto più piccole dell’Inter.

Alla fine il Bayer Leverkusen ha trovato l’accordo coi nerazzurri: me lo hanno annunciato e mi hanno chiesto se volevo trasferirmi a Milano. Ho accettato. "Il mio secondo anno all'Inter è stata una delle stagioni migliori della mia carriera, anche se non abbiamo vinto lo scudetto.

Mi ha dato tanto anche la presenza di Hector Cuper in panchina. La squadra andava bene anche se le cose alla fine sono andate come tutti sanno. Come allenatore dico sempre che si vince e si perde tutti insieme. Se vince la squadra allora vince anche l’allenatore, se la squadra perde allora perde anche l’allenatore.

Non hanno massacrato solo me, tutta la squadra è stata massacrata. Anche io ho sbagliato, ma potrei menzionare tante altre cose che ci hanno impedito di vincere quell’anno. Bisogna pensare alle cose belle e mettersi quelle brutte alle spalle: non dimenticarle, ma saperle usare nel futuro", ha raccontato Gresko.