Sacchi: "Il calendario dell'Inter è facile"



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Sacchi: "Il calendario dell'Inter è facile"

Arrigo Sacchi sulla Gazzetta dello Sport ha parlato della ripresa del campionato di Serie A. "È giusto ripartire perché il calcio non è soltanto uno sport per gli italiani, ma un fatto sociale. Lo si vive tutti i giorni quindi riprendere a giocare può essere un segnale di ritorno alla normalità.

Seconda cosa da sottolineare, alla quale tengo particolarmente: se si verificheranno problemi, per carità del Signore, fermiamoci. La salute è più importante di qualsiasi altra faccenda, con quella non si scherza e mi auguro che la traedia del Coronavirus, almeno questo lo abbia insegnato"

Le parole di Sacchi

"Si troveranno meglio quelle squadre che hanno una strategia e non soltanto una tattica. La tattica ti fa vivere alla giornata: se uno ti attacca in un modo tu predisponi la difesa per annullarlo.

La strategia, invece, aiuta a migliorare le tue conoscenze, previene le difficoltà e te le fa superare perché ti dà gli strumenti per farlo. Purtroppo l’Italia è un Paese di grandi tattici e di pessimi strateghi.

Ho dato un’occhiata al calendario e quello dell’Inter mi sembra abbastanza facile. Conte può reinserirsi nella lotta al vertice. La Juventus per la rosa a disposizione e la Lazio per le motivazioni sono sempre favorite, mi aspetto delle sorprese però.

Io continuerò a seguire l’Atalanta che è la squadra che mi diverte di più e gioca senza top player. I fattori che incideranno di più saranno la preparazione e la paura. La prima perché si giocherà ad alte temperature, la seconda perché questo virus è entrato nella testa di tutti, anche dei calciatori.

Le squadre giovani potranno essere avvantaggiate: i giovani sono più spensierati e recuperano prima dagli sforzi. Le 5 sostituzioni a partita aumentano lo squilibrio e favoriscono le squadre più forti”. Durante il lockdown, Arrigo Sacchi aveva riaperto il libro dei ricordi, al capitolo dedicato a Carlo Ancelotti, ex giocatore e allenatore del Milan.

“Ho sempre pensato che il calcio si gioca con testa e mente. I piedi sono un mezzo. Lo diceva Michelangelo, i quadri si dipingono con la mano, ma conta l’intelligenza. Ancelotti fu visitato dal dottor Monti, scrisse che aveva il 20% di funzionalità del ginocchio.

Chiesi di comprarlo, e Berlusconi mi disse che ‘era una sola’. Convinsi Berlusconi a prenderlo dicendogli che avremmo vinto il campionato. È stato zitto tre secondi, e lo comprò. Poi Berlusconi mi disse: ‘Ma Ancelotti non conosce la musica del tuo Milan’.

Aveva ragione, parlai con Ancelotti, che da persona intelligente lo capì subito, e io gli consigliai di prendere lezioni private. E infatti ci allenammo su tutte le situazioni di partita con lui, simulandole con la Primavera"