Milito: "Triplete, lasciato il segno nella storia"



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Milito: "Triplete, lasciato il segno nella storia"

Diego Milito ha scritto una lettera ai tifosi dell'Inter ricordando il Triplete di dieci anni fa, partendo dalla vittoria di Kiev. "Il gol di Sneijder l’ho dovuto rivedere in TV. Non avendo angolo ho pensato che l’unica cosa che avrei potuto fare era calciare fortissimo addosso al portiere, poi qualcosa sarebbe successo.

Dopo aver tirato, sono caduto per terra. Il tempo di rimettermi in sesto e ho visto Sneijder che esultava come un pazzo: non mi ero reso conto che avesse segnato!" "Ricordo bene l’orologio del Camp Nou: sembrava di sale.

L’ho guardato dopo che in campo era già trascorsa una vita e segnava 15’: interminabile, ma che coraggio quella sera da parte di tutti! Al Bernabeu non è stata una vigilia diversa dalle altre, ero tranquillo e concentrato.

Eravamo decisi. L'ho passata con il mate in camera di Samuel, poi abbiamo visto un film di nostri connazionali eroi nella Guerra de las Malvinas"

Milito e i gol di Madrid

"C'era Wesley pronto per il passaggio: sapevo che con lui la palla arrivava sempre.

Sono partito in profondità, ho fatto un "amague" (finta) vedendo arrivare Badstuber e dopo un attimo correvo a esultare" Per il secondo gol Milito spolvera un flashback: "Erano nove anni che pensavo a quell'azione, bisogna tornare al 2001, Racing-Lanus 2-0, penultima giornata dell'Apertura.

l Cilindro de Avellaneda punto il difensore, finta a uncino, rientro ma con la palla che mi rimane sul destro. Tiro quasi di esterno, traversa, Chatruc segna sulla ribattuta. A Madrid la mia finta su Van Buyten è stata identica a quella di quel giorno: sono stato solo più bravo a riuscire a tenere la palla alla distanza giusta per aprire il piatto sul secondo palo.

In quel momento ho abbracciato idealmente i tifosi nerazzurri di tutto il mondo" "Sono tutt'ora felice se penso a quello che abbiamo fatto, abbiamo lasciato il segno nella storia dell'Inter. Mai nella vita avevo visto uno stadio pieno di gente all'alba.

Quella mattina San Siro era il posto più magico del mondo, c'eravamo solo noi, il popolo interista. Ero stravolto di felicità", ha concluso Milito.