Branca: "Messi ha detto di no all'Inter"



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Branca: "Messi ha detto di no all'Inter"

Marco Branca, intervistato da Libero, è tornato a parlare del Triplete, a dieci anni dal trionfo di Madrid. "C’era un’atmosfera di grande sicurezza, pensate da quale filotto venivamo: l’eliminazione al cardiopalma del Barcellona in semifinale, la vittoria della Coppa Italia a Roma sulla Roma e quella dello scudetto a Siena.

Eravamo pronti ad affrontare e superare qualsiasi imprevisto, mentalmente ci siamo presentati da vincenti. E così è stato" "Con Samuel Eto'o avevo parlato diverse volte ed era già molto intrigato dall’idea di venire a Milano.

Dunque sul piatto dalla nostra parte c’era Ibra, sulla loro Samuel, 45 milioni e anche Hleb, valutato 5 milioni, che però non è voluto venire. Alla fine abbiamo venduto Ibra per Eto’o più 50 milioni.

Peccato che poi Zlatan a Barcellona si sia trovato male con Guardiola, questo mi spiace. Messi? È vero, ci siamo mossi con discrezione nel 2008, ma Leo non ha voluto lasciare perché era molto riconoscente nei confronti di una società che lo ha preso da piccolo e ha creduto in lui così tanto da aiutarlo a superare anche quei problemi di salute che aveva.

È la dimostrazione che in questi grandi affari l’aspetto economico non viene sempre al primo posto" Chiosa su Mourinho: "Un uomo che apprezza l’attaccamento e la professionalità di quanti lavorano con lui: si nutre di passioni e ti contagia.

Quando ha intorno persone con la sua stessa motivazione è capace di risultati impensabili. Andate a farvi un’analisi tecnica e caratteriale di quelli che abbiamo preso e che ci hanno portato al Triplete. Milito e Thiago Motta, scartato da Atletico, Barça, Portsmouth, dovevano far vedere che erano da grande squadra non solo da Genoa; Lucio era furibondo perché cacciato dal Bayern; Sneijder era stato scaricato dal Real; Eto’o era stato accantonato da Guardiola e poi è venuto da noi e ha fatto il secondo Triplete consecutivo.

E Pandev? Già ci interessava portarlo a Milano il giugno successivo, ma poi a gennaio abbiamo colto l’occasione. È arrivato che era incazzato nero, alla Lazio era fuori rosa e non giocava da 7 mesi: con noi è stato sempre in campo e decisivo. Avevamo una squadra di alta qualità e anche di gente calcisticamente arrabbiata"