L'Intervista di fcinternews.it a Lukaku 2/2

L'intervista di FCInternews.it al numero 9 dell'Inter, Lukaku 2/2

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L'Intervista di fcinternews.it a Lukaku 2/2

L’Inter e Milano sono solo una scelta di sport, oppure una scelta di vita?
"Prima di tutto la mia è una decisione che riguarda lo sport. L’Inter era il club per cui volevo giocare in Italia e il coach è stato un elemento importante nella mia scelta, oltre al fatto che sapevo che la squadra aveva degli ottimi giocatori.

Ma anche da un punto di vista familiare è stata una buona scelta, perché mio fratello è già qui. Penso che l’Italia sia un bel posto in cui vivere, sono una persona a cui piace scoprire diverse culture: non solo giocare in differenti campionati di calcio, ma apprendere culture differenti.

Per questo sono molto felice di essere qua" Il claim di questa stagione dell’Inter è Not for Everyone. Anche Romelu Lukaku non è per tutti?
"No, dai, io vado bene per tutti. Però lo slogan secondo me è perfetto per il club, perché i tifosi dell’Inter sono estremamente fedeli, e non è una cosa da tutti.

Il tifo per questi colori si tramanda di generazione in generazione: ogni partita lo stadio è pieno, sempre le stesse persone sugli stessi seggiolini. Ed è bellissimo fare parte di tutto ciò, di un club amato in maniera così sincera dalla propria gente.

Sei preoccupato dal razzismo nel calcio italiano? (intervista realizzata prima di Cagliari-Inter)
"Penso che sia stata una grande cosa da parte del club lanciare una campagna come BUU – Brothers Universally United.

E se vorranno il mio contributo, glielo darò. Se dovessi sentire cori razzisti, risponderò. Però i miei pensieri oggi sono sul campo da calcio, per aiutare i miei compagni a vincere" Pensi che un giocatore debba lasciare il campo in caso di razzismo durante una partita?
"No.

Ma penso che debba prendere posizione, quello sì. Perché il razzismo è qualcosa a cui bisogna rispondere. Guarda l’Inghilterra, dove nelle ultime settimane sono successe diverse cose a giocatori del Manchester United e del Chelsea: la questione va affrontata.

Il calcio è qualcosa di internazionale, multiculturale. Se vuoi davvero attirare i migliori giocatori del mondo, devi accoglierli a braccia aperte, perché a loro volta gli atleti devono adattarsi alla cultura in cui arrivano.

Quindi è fondamentale non discriminare, e apprezzare quello che uno porta con la sua presenza" Fonte: fcinternews.it