Allegri si racconta a Che Tempo che Fa

Il tecnico bianconera ha raccontato un po' della sua vita, partendo dalla discussione avuta con Adani dopo il match Inter-Juventus.

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Allegri si racconta a Che Tempo che Fa

Massimiliano Allegri è stato intervistato da Fabio Fazio nella sua trasmissione "Che Tempo che Fa" Domenica sera. Il tecnico livornese è stato invitato per parlare un po' di sè, della sua vita privata e anche di ciò che ha vissuto sulla panchina della Juventus.

Alla domanda del giornalista che riguarda la lite tra lui e il giornalista Sky Lele Adani, il tecnico dei bianconeri ha risposto cosi: "Questione di rispetto del lavoro. Dopo una partita è normale che debba rispondere alle domande.

Ma che ogni volta io debba sorbirmi la ramanzina e le spiegazioni di quello che devo fare... Sono umano. Allora mi sono un po' arrabbiato. Io accetto critiche, fanno parte del lavoro. Sono anche costruttive. Io ti rispondo e poi tu puoi dire "non capisci niente"

Ma lo dici dopo. Non puoi andare a discutere del lavoro altrui, dove uno non è ferrato: è una mancanza di rispetto e di educazione. La volta scorsa successe la stessa cosa. Mi ricordo tutto? Non scrivo niente, ma ho una buona memoria.

Al momento ho una buona memoria." Dopo di che, il mister dei Campioni d'Italia parla amche dell'eliminazione subita da parte dell'Ajax in Champions League: "Era meglio se non ci andavamo in vacanza prima, perché la coppa ci è andata un po' di traverso.

Comunque lo sport è bello anche perché non si può sempre vincere. Non è una maledizione, è così. Ci sono squadre che hanno impiegato anni, qualcuno potrà dire che sono più di 20 anni che non ce la facciamo, ma negli ultimi 5 il nostro livello europeo si è alzato parecchio."

Successivamente, dopo aver riso e scherzato con Fabio Fazio delle cose che ha combinato da giovane e quando giocava a Pavia, Allegri racconta un aneddoto interessante su Szczesny: "Per imparare Szczesny ci ho messo un anno.

Non lo sa nessuno: io il portiere non lo scrivo mai. Nella formazione della domenica non lo scrivo. Però negli appunti sì. Quando c'è Szczesny è un anno che mi metto alla lavagna e mi dico, c'ha una vocale sola, la "e"

Allora parto: "Esse, zeta, ci, zeta, e, esse, enne, ypsilon" Un anno che faccio sta roba, giuro. Infine, non può mancare un chiarimento su Cristiano Ronaldo: "Ragazzo d'oro, grande professionista.

Ha alzato l'autostima ed è un esempio per tutti, soprattutto i giovani. Anche se all'interno del gruppo c'è gente come Chiellini, Barzagli, Bonucci... Buffon fino all'anno scorso. Per vincere non bastano grandi giocatori, ma uomini con grande cuore e che siano determinati."