Bierhoff: "Il segreto è la compattezza"



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Bierhoff: "Il segreto è la compattezza"

Oliver Bierhoff, direttore delle nazionali tedesche, al Corriere dello Sport ha parlato della ripartenza del calcio in Germania. "Abbiamo fatto vedere di essere un Paese che sa ribellarsi alle difficoltà e che nelle difficoltà è molto determinato, disciplinato ed estremamente fermo e deciso nel trovare le soluzioni per venirne a capo nel minor tempo possibile"

Le parole di Bierhoff

"Il nostro segreto è stato la compattezza. Politica, Lega e Federazione hanno intrapreso un percorso comune che ci ha consentito di ripartire entro tempi relativamente brevi, anche perché tutte e tre queste componenti avevano solo un unico, grande obiettivo, quello di chiudere l’annata, sapendo bene quanto la Bundesliga sia importante anche dal punto di vista economico.

In Germania il quadro sanitario è stato sviluppato dal medico della Nazionale, è vero che sulla quarantena il nostro protocollo è più snello e meno impegnativo con l’isolamento solo dell’eventuale positivo, ma anche da noi lo Stato ha messo paletti e regole ferree su tamponi e test sierologici e i controlli sono molto severi"

"Pensate che il nostro allenatore della Nazionale, Joachim Löw, non è mai andato allo stadio. Per andarci avrebbe dovuto essere invitato da una società, che però ha solo quattro ingressi. E allora ha preferito non togliere un posto ai dirigenti.

Al di là di questo, posso dirle che essere stati i primi al mondo a ricominciare dà grande valore alla Germania e a tutto il movimento del calcio, compresi allenatori e giocatori" Bierhoff ha parlato infine di mercato.

"Sarà, o dovrà essere, l’occasione giusta per riportare certi numeri sulla terra, considerato che erano scivolati su piani assurdi, incomprensibili, troppo fuori dalle righe. Ho letto che anche in Spagna e in Premier certe cifre saranno aggiustate e questo è un bene per il calcio, che sarà più umano, più carico di equilibrio, più vicino alle altre realtà.

Il fuoriclasse non è un problema: se guadagna 30 o 50 milioni ne vale ugualmente la pena, facendo la differenza, anche perché poi viene accettato da tutti, il problema è la massa che guadagna troppo per quello che dà.

E’ in questo settore che saranno abbassati i numeri, e saranno questi giocatori più di Ronaldo ad avvertire l’effetto Covid"