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Blatter conferma: "In Brasile ci saranno i time out"

Marco Avena - 24-05-2014 - Letture: 363

Il presidente della FIFA non è preoccupato per i ritardi e i problemi del Brasile.

Blatter conferma:

Il presidente della Fifa, Joseph Blatter, ha confermato in un'intervista al periodico svizzero Le Temps che durante la Coppa del Mondo in Brasile ci saranno i time-out nelle partite con inizio alle 13 ora locale, "per dare ai calciatori la possibilità di rifiatare".

In Brasile continuano le tensioni e le proteste contro un Mondiale che ha tolto risorse importanti alla popolazione, eppure Blatter non si sente stressato: "Mi sento solo un pò nervoso, come fossi un attore che sta per salire sul palcoscenico. Ma i miei programmi dei prossimi giorni prevedono che prima mi occupi della questione di Israele e Palestina. Ho una riunione con il Premier israeliano, Benjamin Netanyahu, per capire se il meccanismo che abbiamo predisposto possa funzionare. La comprensione degli israeliani è fondamentale affinchè le squadre straniere possano giocare in Palestina. Subito dopo, partirò per San Paolo".

Resta il dato di fatto che alcune opere sono molto in ritardo, ma Blatter si dice tranquillo: "Preoccupato? Nemmeno un po' - ha risposto - Questa sarà la mia decima Coppa del Mondo, ed a tre settimane dall'inizio della competizione escono fuori sempre le stesse preoccupazioni. In Italia il giorno prima del fischio d'inizio della partita inaugurale stavano ancora fissando i seggiolini negli stadi. In Brasile in fondo tutto è pronto, e tutti e dodici gli stadi sono già stati utilizzati".

Quello di Manaus (dove si giocherà Italia-Inghilterra, ndr) rischia però di trasformarsi in una cattedrale nel deserto: "Giocare a Manaus non è stata una decisione della Fifa, ma del governo brasiliano - ha spiegato Blatter - All'inizio loro volevano costruire ben 17 stadi e siamo stati noi a ridurli. Ma quello sull'Arena Amazzonia è stata una decisione forte, e il sindaco di Manaus mi ha garantito che, dopo il torneo, l'impianto sarà utilizzato per altre attività, come musical, iniziative culturali e concerti. Quindi non diventerà una cattedrale nel deserto".

Resta il fatto che giocare in amazzonia sarà difficile visto il tasso di umidità da quelle parti: "I calciatori professionisti vanno in campo in qualsiasi condizione meteo, con freddo, neve e tutto... non sarà certo l'alta percentuale di umidità a fermarli. Comunque è possibile che, in casi particolari, le partite vengano temporaneamente fermate in modo che gli atleti possano rifiatare e bere qualcosa".

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