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Juve, senti un po' cosa ti dice il presidente della Roma!

Marco Avena - 09-10-2014 - Letture: 5190

Per Pallotta i giallorossi sono molto più forti dei bianconeri.


James Pallotta, presidente della Roma, non poteva esimersi dal tornare sulla supersfida di domenica scorsa contro la Juventus e lo ha fatto in un'intervista alla Gazzetta dello Sport. Proveniente da una cultura che accetta la sconfitta e che vive lo sport più come una festa che come una guerra, Pallotta ha chiarito: "A Torino per fortuna non c’è stata la guerra mondiale, ma solo una partita con degli errori arbitrali. La sconfitta non ci rende mai felici ma va accettata. Da società, staff e tifosi. Anche perché la squadra ha dato il 100%, sono molto orgoglioso dei miei ragazzi. Anche se poi qualcosa che mi ha deluso davvero in realtà c’è". Ed è esattamente quello di cui si stava parlanto, la mancanza di cultura sportiva e di rispetto: "penso agli insulti a Ljajic e Strootman o agli schiaffi ai ragazzi dello staff. Questo non va bene, non è sport. Ma quello che è successo non vuole dire che tutto questo sia la Juventus, ma soltanto che c’erano proprio quelle 5-6 mele marce. Quella gente lì deve essere messa fuori dagli stadi, restarci fuori e non tornarci mai più. Non esistono altre strade".

Pallotta, al contrario del suo capitano Totti, ha lanciato messaggi distensivi dopo la gara di Torino: "Ognuno ha una sua opinione, probabilmente a caldo anche io avrei detto le stesse cose. Mi piace l’idea che la mia squadra abbia personalità e combatta su ogni cosa. A Manchester abbiamo preso subito gol e ci siamo rialzati, a Torino è successo lo stesso. Perdere non piace a nessuno, neanche a Francesco. Ma il giorno dopo è finito tutto. Bisogna voltare pagina. Quello che sappiamo fare lo dobbiamo dimostrare sul campo, non a parole. Ma una cosa ci tengo a chiarirla: quel messaggio non era diretto a Totti".

Resta un'idea in testa al presidente. Per Pallotta questa Roma è più forte della Juventus: "Per me siamo anche più forti, questo ci ha detto la sfida di domenica, nonostante alla fine sia arrivata una sconfitta". Dunque l'obiettivo si chiama scudetto: "Possiamo vincerlo, certo, io ci credo. Ci possono essere errori arbitrali esattamente come ci sono gli errori dei giocatori, vanno accettati. Ma a Torino non ho mai avuto l’impressione di essere inferiore alla Juventus. E avrei avuto la stessa idea anche se Totti avesse calciato fuori il rigore o Gervinho non avesse fatto quell’assist per Iturbe. Siamo molto forti, con tanto talento. E possiamo solo migliorare: molti dei nostri ragazzi giocano insieme da appena un anno, i loro stanno insieme da molto più tempo".

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