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Altro che Garcia o Spalletti. De Rossi deve tutto a Conte

Marco Avena - 31-10-2016 - Letture: 4136

Parole al miele a Sky Sport.

Altro che Garcia o Spalletti. De Rossi deve tutto a Conte

Daniele De Rossi deve tanto ad Antonio Conte. Lo ha fatto capire parlando ai microfoni di Sky Sport.

"Personalmente, Garcia posso solo ringraziarlo. Ci ha preso in un momento molto triste per noi dopo quella finale di Coppa Italia persa - ha raccontato De Rossi -. Sia mentalmente che calcisticamente, mi ha dato una grande mano nei primi anni. L’anno scorso abbiamo fatto tutti abbastanza male in quei primi sei mesi e gli sono costati anche la panchina. Detto ciò, l’esperienza all’Europeo con mister Conte è stata un’esperienza forte. Anche solo guardare la vostra intervista ieri sera (“Mister Condò”, ndr), almeno a me ha fatto venire gli occhi lucidi. Ma al di là dei sentimentalismi - l’ho detto a lui - mi ha fatto tornare a credere di poter fare il calciatore in una certa maniera. Non che prima non lo facessi, ma ero ancora in grado di tenere dei ritmi bestiali, perché con lui o ti ammazzi di lavoro e ottieni ritmi bestiali, o non vai avanti. Non che gli altri allenatori mi dicessero di non correre, ma anche fisicamente ho avuto un test, una controprova che anche atleticamente potevo fare il calciatore ad alti livelli".

Come tanti altri calciatori, solo allenandosi con Conte il giallosso ha capito cosa voglia dire fare determinate cose: "Oltre al grande affetto, rimane il piacere di aver vissuto un’esperienza del genere con persone di questo calibro a livello umano. Al di là del grandissimo allenatore che è Conte, è una persona particolarissima, difficile, ma leale e pulita come poche, almeno dal punto di vista del rapporto calciatore-allenatore. Oltre all’emozione, resta un dispiacere gigante, anche da parte mia il fatto di non aver giocato l’ultima partita. Quasi un’impotenza non poter aiutare i miei compagni, o tirare il rigore che magari avrei potuto tirare. Cose che mi hanno accompagnato per tanti mesi prima di addormentarmi. Come ha detto Conte, se non si fosse creata quella cosa lì – anche se non lo avevo annunciato prima – anche io avrei lasciato la Nazionale. Il fatto che non c’è più lui non doveva cambiare niente per me perché il gruppo è quello. Come ha detto lui, non potevo lasciare i ragazzi. Anche io mi sentivo in dovere di portare avanti questa che poi è la nostra Nazional".

 

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