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Le confessioni di un italiano

Andrea Bonino - 27-09-2014 - Letture: 2220

Totti racconta 38 anni di calcio e si confessa

Le confessioni di un italiano


Non sa ancora se oggi scenderà in campo o se guarderà i suoi compagni dalla panchina, ma Francesco Totti ha le idee chiare su tutto. Alla vigilia del suo 38imo compleanno ha deciso di confessarsi. Ad iniziare dalla vita privata: «Se sono arrivato fino a questo punto devo dire grazie alla mia famiglia che anche oggi è sempre presente – debutta il capitano giallorosso a Roma Tv durante uno speciale interamente dedicato a lui.- il matrimonio con Ilary è stato uno dei giorni più belli della mia vita. Lei mi fa stare bene. I miei figli sono la mia vita, farei di tutto per loro. Giannini mi ha insegnato tante cose. Era il mio idolo. Mazzone? Per me è stato un secondo padre. Il mio primo scudetto con la Roma non lo scorderò mai. Una gioia indescrivibile che spero di ripetere. I tifosi della Roma solo a guardarli ti mettono i brividi. Essere tifoso della Roma è un orgoglio».

Proseguendo con il calcio: «Devo tutto a Franco Sensi. Una persona stupenda che mi ha dato il cuore, l'anima. Figura troppo importante per me. È grazie a lui se sono rimasto a Roma. Bianchi gli disse: "O Totti o me", scelse me. Se fossi andato a Genova, non sarei più tornato. Montella? Per me diventerà uno dei più grandi allenatori in Europa. De Rossi? E’ un mio amico, abbiamo condiviso tanti momenti insieme. Fiero che possa essere lui il futuro capitano, anzi è già capitano anche se non porta la fascia. Il gol a pallonetto a Milano contro l'Inter? Non so se è il più bello della mia carriera, sono indeciso. Anche aver vinto al Bernabeu, con la maglia della Roma e con un mio gol credo sia il sogno di qualsiasi giocatore. Il cucchiaio a Euro 2000? Ogni volta che lo rivedo non riesco a capire se ero matto o meno... Il rigore contro l'Australia? Un pezzo importante dei Mondiali. Se non avessi segnato di sicuro non saremmo passati. Diventare campione del Mondo è il sogno di qualsiasi giocatore».

E ancora: altri personaggi del pallone: «Buffon? E’ uno dei pochi amici che ho nel calcio. Ho sempre sperato di giocarci insieme anche nella Roma. Cassano? E' un matto ma anche uno dei giocatori più forti al mondo. Purtroppo la testa l’ha condizionato. Maradona è stato il giocatore più forte della storia del calcio. Garcia per me è un grande. È riuscito subito ad entrare nell'ottica del calcio italiano, mentalmente ha un altro passo e ti fa stare bene. Pallotta? E' un personaggio grandioso. È un tuttofare, segue tutto. È giovanile, disponibile, farà grande la Roma. Il nuovo stadio? Solo a vederlo ti vengono i brividi. Spero di riuscire a giocarci». 

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