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A Roma è già derby... ma stavolta il duello lo giocano i presidenti!

Andrea Bonino - 05-09-2014 - Letture: 4280

La Roma ha già ricevuto l’ok per il nuovo impianto, Lotito aspetta dal 2004 e s’infuria

A Roma è già derby... ma stavolta il duello lo giocano i presidenti!

“Eureka” avranno gridato ieri i tifosi della Roma, un pò meno il presidente Pallotta. Nella notte tra mercoledì e giovedì c’è stato il rischio che il progetto presentato dal club giallorosso per il nuovo stadio saltasse definitivamente lasciando tutti a bocca asciutta. Poi l’intervento della politica, ed in particolare del PD, ha fatto sì che tutte le pedine si incastrassero alla perfezione per il via libero definitivo: il club capitolino avrà il suo impianto personale che vedrà la luce, se tutto procederà per il verso giusto e senza intoppi, nel 2017. Sperando che Totti resista fino ad allora per dare il calcio d’inizio nel primo match casalingo.

Il patron romanista ha provato ad insistere fino alla fine affinchè l’impianto rientrasse comunque nei guadagni della proprietà americana, meno in quelli del club della capitale. Ma quando il Pd ha fatto muro sottolineando l'indissolubilità del legame tra la città, il nuovo stadio e la Roma (che parteciperà anche ai ricavi che il complesso sportivo genererà al di fuori delle partite di calcio, ndr), Pallotta ha dovuto per forza fare dietro front sbloccando definitivamente la trattativa: «Una questione ridicola», ha tuonato prima di alzare bandiera bianca. Oltretutto “La Lupa” non si farà carico dell’esposizione debitoria necessaria per sostenere l’investimento ma capitalizzerà la cifra investita sull'impianto dato in concessione dal Comune per i prossimi 30 anni. Ora la palla passa alla Regione che entro 180 giorni dovrà pronunciarsi riguardo al progetto e sulle varianti al piano regolatore da apportare.

La cosa, però, ha fatto infuriare Lotito. Il progetto per lo stadio della Lazio è pronto dal 2004 ma poi è finito, gioco forza, in un cassetto. Nessuna istituzione ha voluto approfondire il discorso. Un controsenso visto che quello giallorosso in ha già ricevuto l’ok.«Ormai aspettiamo che prima facciano lo stadio della Roma – ha detto ironicamente il patron biancoceleste alla Repubblica -. Non rientra nel mio compito parlare dello stadio giallorosso e poi ricoprendo un ruolo istituzionale non voglio esprimere giudizi. Resto in attesa di vedere quello che succederà in merito ad altre valutazioni che faranno, poi nel momento in cui le faranno valuteremo anche noi il da farsi. Ovvio che non sarà né l’Olimpico né il Flaminio. Il primo è del Coni, il secondo non ha le caratteristiche per l’idoneità».

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