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Balzaretti: carriera a rischio?

Andrea Bonino - 02-09-2014 - Letture: 1984

Il terzino della Roma non riesce a debellare la "sinfisi pubica": “Rischio di dover smettere”

Balzaretti: carriera a rischio?

Pochi giorni fa l’intervista choc di Gabriel Omar Batistuta, arrivato a chiedere al medico di amputargli le gambe pur di non sentire più dolore alle caviglie. Ora la rivelazione altrettanto choccante da parte di Federico Balzaretti, seppur per un problema diverso, che in pochi mesi è passato dall’essere una pedina fondamentale della Roma a fantasma. Una cosa che non è dipesa certamente da Rudi Garcia. Anzi. Nel giro di poco il terzino è diventato un “malato cronico”. Di quelli costretti a restare fermo ai box e a passare più tempo tra l’infermeria e il divano di casa che sul campo da calcio.

L’ultima gara ufficiale lo scorso 10 novembre. Poi il buio più totale: «Il problema è nato una decina mesi fa: ho sentito un dolore al pube dopo la gara con il Torino (proprio il "suo" Toro: proprio beffardo il destino, ndr). Non avendo mai avuto un problema simile ho pensato che fosse una cosa passeggera e ho giocato la partita con il Sassuolo. Alla fine non riuscivo a camminare». Questo l’inizio della conferenza stampa che l’ex giocatore granata ha voluto indire a Trigoria per raccontare il suo lunghissimo calvario: «Questa conferenza l’ho fortemente voluta per fare una piccola cronistoria del mio percorso e per esprimere i miei sentimenti. Al termine di quel match mi sono dovuto fermare e abbiamo quindi riscontrato il problema alla sinfisi pubica. Abbiamo provato a fare un’operazione negli USA che non ha dato grandi risultati».

«Poi abbiamo fatto vari tentativi in Germania ma niente. Questo problema persiste ancora oggi e purtroppo non mi permette di fare le cose minime sul campo: ogni volta che calcio esce fuori l'infiammazione e ricomincio da capo. Voglio essere chiaro con i tifosi così come lo sono stato con i miei compagni: purtroppo dovrò fare ancora diversi mesi di terapia e c’è la possibilità che questo dolore mi tenga fermo per sempre. ma voglio dire che ce la metterò tutta per ripartire ed uscire da questa situazione. Mi sento ancora un giocatore e lotterò per tornare ad esserlo. Mi dispiace per i miei compagni, mi sento in colpa e mi piacerebbe poter gioire con loro e soffrire con loro. Ringrazio i dottori e il Club che non mi hanno mai fatto mancare niente: la Roma è una famiglia che mi sta supportando a 360 gradi».

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