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Ve lo ricordate Wim Kieft? Una vita tra coca e alcol!

Marco Avena - 08-10-2014 - Letture: 871

In Italia giocò con le maglie di Pisa e Torino.

Ve lo ricordate Wim Kieft? Una vita tra coca e alcol!

E' uscita in Olanda la biografia di Wim Kieft, oggi 51enne che in Italia vestì le maglie di Pisa e Torino. Il libro, dall'omonimo titolo "Kieft" è descritto dallo stesso autore: "Chi vuol leggere di strip bar, folli corse notturne in auto e sesso con modelle ha sbagliato libro. Non c’è niente di selvaggio in un uomo solo in una camera d’albergo, con 4 bottiglie di vino e una montagna di coca", ha detto l'olandese.

Ancora in fase di guarigione, Kieft è tornato nel 2013 per la terza volta nella clinica che curò anche George Best, ma ha ancora qualche problema con la bottiglia: "È un processo lungo e difficile, frequento ogni giorno le riunioni del Narcotics Anonymous, interiorizzando il loro motto: se ti svegli alle 6 di sera, ricordati che la tua malattia è già in piedi da un’ora. Al primo incontro col medico dissi: Sono Kieft, penso lei sappia con chi stia parlando. E lui: Sì, con un tossico che ha un disperato bisogno di aiuto".

Nonostante il suo talento, che a 20 anni gli permise di vincere la Scarpa d'Oro quando vestiva la maglia dell'Ajax, l'olandese ha raccontato: "Mi sono sempre sentito inadeguato. A Parigi, mentre mi consegnavano la Scarpa d’Oro, pensavo: ecco un perdente in giacca e cravatta. Guardavo Platini e Paolo Rossi accanto a me, si muovevano disinvolti, io me la facevo sotto". E non fu facile neppure il rapporto con le donne: "La la mia prima ragazza l’ho avuta solo a 19 anni, ed è poi diventata mia moglie (i due ora sono divorziati, ndr). Il mio complesso di inferiorità scompariva solo quando bevevo: a 17 anni presi la mia prima sbronza, alla giornata di pesca con l’Ajax".

Il giocatore ha raccontato anche della sua esperienza in Italia: "Arrivai a Pisa e c’erano 35 gradi. I primi mesi volevo scappare, al terzo anno avrei voluto rimanere in Italia in eterno, nonostante, al Toro, Radice mi disse che dopo l’infortunio al ginocchio non sarei più tornato quello di prima. Ma mi cercò il Psv, uno squadrone, e così me ne andai".

Ed è proprio ad Eindhoven che nacque il rapporto con la droga: "Ho provato la coca per la prima volta a 33 anni, in discoteca. Da allora ne avrò sniffata una quantità pari a mezzo milione di euro. Oggi vivo con 20 euro al giorno, se ne avessi 100 li spenderei tutti. Giro in treno e in bici, non posso permettermi un taxi. Il piano di rientro dai debiti con lo Stato lo gestisce il mio manager. Per fortuna il lavoro, da opinionista o commentatore tv, non mi manca. Mi facevo perché mi piaceva e ho continuato perché non potevo più farne a meno, come un tossico qualsiasi".

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