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Cerci ma non dovevi andare nel calcio che conta? Ora e' di nuovo un caso

Marco Avena - 25-02-2015 - Letture: 1303

Prima i problemi all'Atletico Madrid, ora quelli al Milan.

Cerci ma non dovevi andare nel calcio che conta? Ora e' di nuovo un caso

Lo scorso 4 settembre, Federica Siccardi sventolava ai quattro venti il passaggio del suo fidanzato, Alessio Cerci, dal Torino all'Atletico Madrid annunciando su Facebook: "Saluti Serie A, non ce ne andiamo nel calcio che conta". Qualche mese dopo il giocatore sarebbe rientrato in Italia con la coda tra le gambe accettando la proposta del Milan dopo essere stato relegato a totale comprimario nell'Atletico Madrid di Diego Simeone.

L'arrivo in rossonero doveva rigenerare il buon Cerci che, invece, complice anche il momento no della squadra di Pippo Inzaghi, si è presto perso tra i meandri di Milanello. Solo 22 i minuti giocati nelle ultime due partite: "Alessio sta finendo in naftalina. Tredici minuti con l’Empoli, nove col Cesena. Ovviamente non si può parlare in senso stretto di patti disattesi, perché un allenatore deve essere libero di decidere i titolari più funzionali alla sua idea tattica: però le premesse con cui Cerci era sbarcato a Milano erano ben altre", scrive oggi La Gazzetta dello Sport.

A quanto dice la 'rosea', dopo il Cesena il giocatore ha chiesto spiegazioni a Inzaghi il quale pensa solo al bene della squadra. Poco importa, dunque, che Cerci sia diventato in brevissimo tempo la riserva di Menez. Un rimpianto? Forse non aver scelto l'altra sponda del Naviglio?

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