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Milan allo sbando: Boban maltratta Brocchi e Berlusconi

Alessandro Cosattini - 02-05-2016 - Letture: 1451

L'ex rossonero ha parlato dopo Milan-Frosinone

Milan allo sbando: Boban maltratta Brocchi e Berlusconi

Il pareggio casalingo contro il Frosinone è l'ennesimo passo falso stagionale del Milan, che in attesa della finale di Coppa Italia contro la Juventus, ha momentaneamente perso anche il sesto posto valido per accedere ai preliminari di Europa League a vantaggio del Sassuolo. Ai microfoni di Rai Radio Uno è intervenuto Zvonimir Boban per commentare il momento della sua ex squadra: "Non vedo nulla di positivo: non si può guardare una sola partita, ma il momento complessivo. Se è positivo essere 0-2 all'intervallo, poi 1-3 e riacciuffarla nel finale con due rigori strani, io salvo solo la reazione. Il Milan è arrivato lì dove non era da 30 anni... Quella di Brocchi non è una missione impossibile ma terribile: non c'era bisogno di cambiare allenatore. Mihajlovic pur con un gruppo non all'altezza stava facendo discretamente bene. Brocchi non sarebbe dovuto arrivare lì e non avrebbe dovuto accettare, ma lo capisco: a lui do poche colpe se non quella di non aver capito che la storia era troppo grande per lui”. 

Boban, poi, attacca a spada tratta le scelte societarie degli ultimi anni: “Mi sembra palese da anni che non è più l'era del vero Berlusconi: per anni ha fatto scuola a tutti su come si gestisce una squadra e una società. Poi c'è questo secondo Milan che è tutto l'opposto, in cui regna la confusione e non c'è logica. Avrebbe dovuto capirlo anni fa, manca l'entusiasmo: per proteggere la sua stessa storia col Milan avrebbe dovuto cambiare rotta una decina di anni fa. Quale allenatore prenderei per il prossimo anno? Non ne ho idea, è difficile... Prenderei Simeone, che è un allenatore già affermato ma lo vogliono in tanti: per il suo modo di fare e di agire quotidianamente. Ma poi Sinisa era un piccolo Simeone. Galliani? Il suo operato in generale è straordinario, ma da un po' di anni senza l'appoggio e la personalità di Berlusconi si è visto un altro Galliani e non ha capito anche lui che avrebbe dovuto tutelare il suo passato. Quando se ne è andato Braida gli è mancata una spalla fondamentale”.

L’ex trequartista rossonero lancia un’idea al Milan: “Faccio un solo nome per ripartire: Paolo Maldini, per il suo integralismo morale e per la sua maturità. Non vederlo nel Milan è assurdo: è il suo amore e la sua vita, mi dispiace da morire. Ma dovrebbe dispiacere molto di più al Milan... Cinesi in società? E' una realtà che vediamo in tutto il mondo: è logico che dal punto di vista romantico dispiaccia un po', ma questa è la situazione".

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