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Di Francesco e quelle parole che sanno di Milan...

Alessandro Cosattini - 26-03-2016 - Letture: 714

Dichiarazioni al miele su Carlos Bacca

Di Francesco e quelle parole che sanno di Milan...

Per la panchina del Milan, se dovesse andar via Mihajlovic, il testa a testa è tra Eusebio Di Francesco e Christian Brocchi. L'allenatore del Sassuolo parla del suo calcio in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport: "Il mio calcio è palla in verticale, scarico, attacco alla profondità. Lo dico sempre ai ragazzi: due passaggi orizzontali sono già troppi. L’idea di base è la voglia di far crescere i giovani, di insegnare. Poi, il gioco senza palla è importante: il calcio è tempo e spazi. Quei movimenti nei miei allenamenti si ripetono continuamente, la ripetitività è fondamentale. Il 4-3-3? Se subentrassi a stagione in corso mi adatterei. Però se una squadra mi sceglie sa che cosa mi piace, quindi dovrà sposare il mio modo di giocare. Il 4-3-3 ha un solo problema: fai fatica ad andare a marcare il play avversario. Per il resto, è spettacolare. Io in allenamento non lavoro mai su un secondo sistema di gioco”.

Il tecnico dei neroverdi parla di alcuni giocatori del Milan: “Balotelli con me? (ride, ndr) Io voglio prima di tutto giocatori predisposti a sacrificio e lavoro di squadra. Se non lavorano tutti insieme, si fa fatica. Il mio attacco? Le tre punte devono muoversi in maniera coordinata e Berardi nell’interpretazione dei movimenti è il numero uno. E Io voglio attaccanti da uno contro uno, che saltano l’uomo e puntano la porta. Chi non risica, non rosica. Io ai giocatori dico: “se sbagliate, è colpa mia”. Il mio nove ideale? Zaza per me è straordinario. Quando era da noi gli chiedevo: “Simone, oggi hai corso in allenamento?”. E lui: “Sì”. Poi gli facevo vedere i dati del Centro Mapei, che le altre società non hanno, e gli dicevo: “Questo livello non basta. Se non migliori, panchina”. E migliorava, perché i dati non mentono, danno una motivazione speciale. Mi piace anche Dzeko, che ora non sta giocando al massimo. Poi Bacca, che attacca sempre la porta e non va mai in giro per il campo. Lui e Berardi possono fare i titolari ovunque".

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