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Sopravvissuto all'Heysel chiede un biglietto alla Juve, ma....

Marco Avena - 29-05-2015 - Letture: 2090

Incredibile storia capitata a Gaetano Conte.

Sopravvissuto all'Heysel chiede un biglietto alla Juve, ma....

Se conoscete la storia dei 39 morti che persero la vita allo Stadio Heysel il 29 maggio 1985 e se avete visto le immagini di quella tragedia in tv, probabilmente non vi siede dimenticati di alcuni fotogrammi che ritraggono un tifoso bianconero - Gaetano Conte - chiedere aiuto intrappolato nella morsa delle macerie di quel famigerato settore Z crollato quel giorno.

Scampato a quella serata maledetta, Gaetano vorrebbe tornare a rivivere l'emozione di una partita e di finale di coppa a distanza di 30 anni e per farlo ha chiesto aiuto proprio alla Juventus, ma la risposta è stata a dir poco sorprendente: "Non metto piede in uno stadio da quel 29 maggio 1985 e avevo deciso di tornarci proprio per vedere di nuovo la Juventus in finale e così ho scritto alla società: ho spiegato chi ero, quello che avevo passato in quella curva Z e ho chiesto due biglietti per Berlino. Mi hanno risposto che i biglietti sono nominativi e numerati, ma se volevo potevo vedere la sfida con il Napoli", ha raccontato a La Gazzetta del Mezzogiorno.

Conte ha però voluto precisare: "Però lo so che a rispondermi è stato qualcuno dello staff perché se fossi riuscito a scrivere direttamente al presidente Andrea Agnelli, mi avrebbe accontentato".

Il tifoso bianconero è tornato su quella maledetta serata raccontando vari episodi tra cui quello quando fu salvato e messo su una barella: "All’improvviso mi voltai a guardare gli altri feriti. Accanto a me c’era il corpo di una bambina. Avrà avuto 14 o 15 anni: aveva la gola tagliata. Ho passato tre giorni e tre notti a piangere".

"Portai con me un ragazzo disabile - ha aggiunto -. Aveva 15 anni e per fargli vedere la partita qualche settimana prima andai al comune e lo feci inserire sul mio stato di famiglia. In quella bolgia è stato il mio unico pensiero: quando riuscii a metterlo in salvo caddi per lo sfinimento. Lì cominciò l’inferno. La folla mi travolse e persi i sensi. Quando pochi minuti dopo mi risvegliai avevo le gambe bloccate dalle macerie e davanti a me c’era un uomo con la telecamera. Ricordo di aver letto ‘Italia’ sulla macchina da presa e iniziai a urlargli di aiutarmi, ma lui continuava a riprendere. Gli dicevo di tirarmi fuori dalle macerie, ma quello continuava a girare. Qualche tempo dopo mi dissero che aveva vinto anche un premio. Ci pensi? Io stavo morendo e lui aveva vinto un premio".

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