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Inter, sette cessioni da incubo: un regalo alla Juventus

Federico Coppini - 28-03-2017 - Letture: 0


Il calciomercato è fatto anche di plusvalenze, una delle squadre che a volte ha mostrato lacune in questo campo non può che essere l’Inter. In Inghilterra il quotidiano The Sun ha pubblicato la classifica delle sette peggiori cessioni da parte del club milanese.

Insomma veri e propri campioni svenduti, anche a rivali del campionato, ecco la classifica qui di seguito.

7) MATTHIAS SAMMER: ceduto al Borussia Dortmund per 9,5 miliardi di lire.
6) DENNNIS BERGKAMP: ceduto all’Arsenal per 20 miliardi di lire.
5) ROBERTO CARLOS: ceduto al Real Madrid per 7 miliardi di lire.
4) ANDREA PIRLO: ceduto al Milan per 35 miliardi di lire.
3) CLARENCE SEEDORF: scambio con Francesco Coco del Milan.
2) LEONARDO BONUCCI: ceduto al Genoa per 4 milioni di euro.
1) PHILIPPE COUTINHO: ceduto al Liverpool per 13 milioni di euro.

Mentre sul mercato prossimo dell’Inter si è espresso Mario Sconcerti, sul Corriere della Sera di questa mattina ha commentato: “Verratti, dovunque lo metti, è uno che sa giocare a calcio. Il suo ruolo da vecchio sarà quello di Andrea Pirlo, ora è una mezzala destra a cui piace far gioco. È cresciuto molto nel recuperare il pallone, direi che oggi è un centrocampista completo. Avesse accanto Luka Modric e Toni Kroos, i due migliori in quel ruolo, potrebbe anche giocare alle loro spalle. È strano ci si stia rendendo conto della sua differenza soltanto adesso, dopo 5 anni che gioca ad alti livelli. Ma non è la prima volta che capita con questo tipo di calciatori. Successe anni fa con Eraldo Pecci. Enzo Bearzot, in zona 1982, gli spiegò che lo lasciava fuori perché amava troppo il gioco. Pecci mi ricorda abbastanza Verratti, non buttava mai il pallone nonostante avesse il 45 di piede. Allora il calcio era mezzofondo, oggi è scattismo, bisogna pensare più in fretta. In questo Verratti è uno dei più bravi. Verratti viene dalla scuola vecchia, non ha giocato gli Europei perchè infortunato. Ci siamo convinti adesso di avere grandi giovani, questo ci eccita. Siamo stanchi di brutte figure (ultimi negli ultimi due Mondiali). In realtà siamo in una terra di mezzo, molti giovani ci sono ma devono ancora cominciare (Berardi, Bernardeschi, Roberto Gagliardini, Pellegrini, Mazzitelli, Barreca, Caldara, Conti, Cataldi, Politano, Petagna, Verre, Locatelli, Chiesa, Bonifazi, Biraschi). Per maturare, un ventenne impiega almeno due anni, e per noi sono troppi, il Mondiale sarà già passato. Quelli su cui puntare sono pochi, ma molto forti. Direi Verratti, Rugani, Romagnoli e Belotti, più Verdi. Di questi il fuoriclasse è Belotti, un attaccante che non si vedeva da decenni in Italia“.

fonte: http://www.pianetabianconero.it/

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