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Gattuso rivela cose su Dybala e perche' non sta rendendo

Federico Coppini - 07-03-2017 - Letture: 3231


Il tecnico del Pisa, Gennaro Gattuso ha rilasciato alcune dichiarazioni a SkySport. Ha esordito parlando di Napoli: “E’ una squadra che non si accontenta mai”.

Ha svelato alcuni retroscena su Belotti: “L’avevamo preso con Perinetti allora, in comproprietà dall’Albinoleffe. Io da subito gli ho detto che avevo visto solo Sheva tirare in porta così e prendere sempre lo specchio. E ne ho prese di offese da Zamparini, diceva che non capivo nulla. Ma Belotti ha una dote, ha il veleno addosso quando attacca la profondità, quando tira con cattiveria. Ha voglia di imparare si allena sempre a mille all’ora. Non ha grandissime qualità tecniche ma quando calcia… E poi è uno che non si accontenta. Ha fatto 22 gol ma non si accontenterà, è un martello”.

Spazio poi ad altri ricordi, quelli da giocatore del Milan. In particolare il pensiero va alla finale di Champions League di Istanbul: “L’ho vissuta male. Quando vinci una finale 3-0 a fine primo tempo e poi la perdi in quel modo ci vogliono mesi per riprenderti. Per me il Milan è stato un sogno durato 13 anni e lì mi sentivo in colpa perché avevamo perso una finale incredibile e, sì, volevo cambiare aria. Non stavo bene con me stesso. Con gli altri poi non ne abbiamo più riparlato”.

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Su Alessandro Del Piero: “Ricordo la sua calma, è un ragazzo riflessivo. E’ un ragazzo di cuore e questo fa la differenza sempre. E’ uno con cui stai bene insieme, l’ho vissuto in Nazionale e sono orgoglioso di questo”. Sì, in Nazionale insieme fino a raggiungere il tetto del mondo in Germania nel 2006: “Ho fatto tre Mondiali e due Europei. Nel 2006 – ha poi proseguito Gattuso – iniziammo quell’avventura, due anni prima, con la sconfitta contro l’Islanda. La stampa ci massacrò. Lippi ha subito iniziato a parlare di gruppo, voleva un gruppo. Per lui era più importante del campione e questo era un dato di fatto. I rigori? Li ho guardati tutti sotto la panchina, non ero insieme ai compagni. All’ultimo rigore son rimasto in mutande, ho dovuto tirare giù la panchina perché non riuscivo a liberarmi!”.

Sul tema Nazionale e al suo interno la rivalità Milan-Juve: “Ma c’era grande rispetto. Ce ne davamo tante ma c’era davvero grande rispetto. Se c’è stato qualcuno che mi ha fatto imbestialire? Con Poulsen mi ero arrabbiato, perché maltrattare Kakà era una cattiveria inutile. Non gliel’ho mai perdonato. Gli faceva dei falli inutili, da cattivo. Kakà non faceva male nemmeno a una formica, lui gli entrava male in partita e a me non è mai piaciuta questa cosa. Con Leonardo? Ci siamo chiariti”.

Commento sullo scontro Ibra-Mings: “Ibra non voleva perdere mai. Lui è così, quando ti prende il numero della targa, la multa ti arriva sempre a casa. Lo scontro Onyewu-Ibra? Non ci fu nessuno scontro, era stato un brutto contrasto. Dopo ho avuto io la brillante idea di andare lì in mezzo a dividerli e ho preso due schiaffi. Ibra comunque è molto esigente quando gioca e quando si allena dà sempre tutto. Ha una grande professionalità”.

Sul presente al Pisa: “E’ stato difficile, la paura era che qualcuno poteva non starci più invece questi ragazzi non hanno mai mollato. Potevo abbandonarli e invece no. Tutto quello che ho fatto, l’ho fatto con grandissima voglia. E’ stata molto molto dura. La Grecia? Lì avevo bisogno di fare esperienza. Come da calciatore, non voglio che nessuno mi regali niente. Ho passione, ho voglia e vediamo poi dove arriverò”, riporta Gianlucadimarzio.

Su Dybala: ”Sono quattro-cinque settimane che lo Dybala con un’altra faccia, lo vedo molto incazzoso, come se qualcosa non andasse per il bene. Non ha la faccia sorridente, io lo ho allenato (a Palermo, ndr) e chi lo conosce sa che è molto allegro, quindi questa cosa mi sorprende. Non so bene cosa ci sia, però evidentemente qualcosa lo turba. Non credo che si tratti di un discorso tattico, lo vedo leggermente incupito rispetto al solito. Non penso che si senta meno protagonista, c’è da ricordare che ha avuto un infortunio importante, lo vedo anche non al meglio fisicamente, la sua tecnica ha bisogno di una base di forza importante e in questo momento gli manca un po’ di brillantezza. Già aPalermo si vedeva che aveva un’altra marcia, aveva la gamba importante, quando calpesta l’erba lui la porta via: ha tecnica e velocità di esecuzione e pensiero. Questa è la cosa che sto vedendo meno in questo ultimo periodo”, riporta Tuttosport.

fonte: http://www.pianetabianconero.it/

 

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