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Per Dino Zoff la Cina è un pericolo per la Juve

Federico Coppini - 31-12-2016 - Letture: 6296

Per Dino Zoff la Cina è un pericolo per la Juve

"Cina? Non ci andrei nemmeno a quelle cifre. Donnarumma ok, ma se Gigi sta bene può continuare a lungo. Rincon utile. Mi aspetto di più da Higuain e dai nuovi. Doha non peserà. Champions? Anno buono"

Ha lasciato il segno nella storia dell'Italia del calcio, Dino Zoff. E non vuole che quella storia si dissolva nell'ondata orientale che minaccia di assoldare (ma impoverire) anche il nostro pallone. Mito vivente dello sport, mai banale, di poche parole ma vere, l'ex portiere azzurro. Soprattutto nel prendere in considerazione, anche solo per un istante, l'idea di cedere a eventuali tentazioni milionarie 'made in China': "Non ci andrei, nemmeno a quelle cifre. Nella mia carriera non ho mai messo i soldi davanti alle scelte. Quello che sta accadendo non è un bene per la nostra tradizione calcistica ultracentenaria" ha risposto in esclusiva a TuttoJuve l'ex capitano e allenatore della Juventus, tracciando un bilancio del 2016 bianconero con un occhio sulla stretta attualità.

Pensando al 2016 che sta per finire, si tratta di un anno incredibile per la Juve. Soprattutto in campionato: 100 punti su 114 e una rimonta pazzesca. Se l'aspettava? "L'inizio della stagione, più che il 2016, per la Juventus non è stato certamente un buon inizio. Conoscendo però la società, la forma mentis dell'ambiente e la forza della squadra si poteva pensare a un recupero. Sono andati ben oltre, facendo cose davvero straordinarie".

Lo scorso settembre lei ci disse: 'attenti al Milan'... Quel Milan ha battuto due volte questa Juventus da allora, l'ultima volta a Doha. La Supercoppa persa lascerà qualche strascico?
"Non credo. La Juventus, anche attraverso il mercato, stabilirà presto la squadra che giocherà la Champions. Può capitare di perdere una partita così, dopo aver vinto tanto. Credo che sconfitta di Doha non influirà negativamente per il resto della stagione bianconera".

Dall'Inghilterra, e non solo, si dice che quella in corso potrebbe essere l'ultima stagione di Max Allegri alla Juve. Ci crede? "Non lo so se sia l'ultima o meno. Vediamo prima come va quest'anno, c'è da giocare la Coppa. La Champions sarà l'obiettivo principale della stagione, di conseguenza poi le parti decideranno liberamente, Allegri e la società".

Pjanic, Dani Alves, Benatia, Higuain, Pjaca e Cuadrado. In attesa di vedere il croato, fuori a lungo, tra i nuovi chi l'ha convinta e chi no? "Potrebbero fare tutti di più. Potenzialmente ognuno di questi giocatori può certamente dare ancora tanto alla squadra".

Rincon è un buon rinforzo? "Rappresenta un ulteriore completamento della rosa a centrocampo, certamente sarà utile all'allenatore".

Il 2016 è anche l'anno del record di Buffon (973 minuti di imbattibilità, nuovo primato davanti ai 929' di Rossi e ai 903' minuti proprio di Zoff, ndr). Sul portiere della Nazionale lei ha detto che servirebbe una deroga all'età pensionabile... "Lo credo ancora. Se fisicamente sta bene Gigi può pensare realmente di continuare a giocare ancora a lungo".

Doha ha confermato che Donnarumma sarà il suo erede, un giorno? "Se non cambia con il tempo. Donnarumma ha dimostrato di avere un ottimo futuro davanti a sé. Molto dipenderà anche dalla fortuna di giocare con continuità e senza stop. Sulla carta si propone certamente come il successore di Buffon. Non saprei dire quando, però, ma l'impressione oggi è quella".

La stretta attualità racconta di una Cina disposta a tutto per diventare protagonista nel calcio, con offerte monstre ai giocatori della Serie A, ma non solo. Cose ne pensa? A quelle cifre lei accetterebbe un ruolo operativo in Oriente? "Non mi chiamano... e se mi chiamassero non ci andrei, nemmeno a quelle cifre. Nella mia carriera non ho mai messo i soldi davanti alle scelte che ho fatto. Quello che sta accadendo non credo sia un bene per il calcio italiano. Le nostre tradizioni e il nostro curriculum ultracentenario potrebbero presto disperdersi. Stiamo parlando di situazioni potenzialmente pericolose".

Pensa che insieme ai giocatori si rischia di vendere anche la nostra identità calcistica? "E' possibile. Alla lunga con cifre del genere diventa dura. Se tutto il calcio conta di trasferirsi a giocare in Cina, poi magari in India o altrove... mi sembrano cose fuori da ogni regola".

Tornando alla Juventus, cosa può vincere nell'anno che verrà, il 2017? "Già le scorse stagioni ho sempre detto che la Juve fosse tra le prime tre o quattro d'Europa. E' vero che per vincere serve anche un po' di buona sorte, ma questo può davvero essere l'anno buono. Anche alla luce di qualche piccola difficoltà del Barcellona, e visto il fatto che le inglesi in gara siano meno del solito".

Vede determinante un bianconero in particolare? "Non ne basta uno solo quando si viaggia a certi livelli. Ne servono tanti, forti e decisivi, altrimenti non si va da nessuna parte".

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