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La Juve guarda al futuro. Come i bianconeri, nessuno

Marco Avena - 25-10-2016 - Letture: 1709

Oggi l'assemblea degli azionisti bianconeri.

La Juve guarda al futuro. Come i bianconeri, nessuno

La Juventus si gode i successi sul campo e anche quelli fuori con un occhio a quello che sarà il futuro.

"La Juventus ha avuto una crescita significativa che ci permette di ambire a vincere tutte le competizioni alle quali partecipiamo e una rosa di prim'ordine", ha detto Agnelli parlando agli azionisti in apertura dell'assemblea annuale.

Agnelli non guarda all'Italia ma a eguagliare i primi club europei: "Ce ne sono 8 oltre i 400 milioni all'anno; due, cioè noi e il Liverpool, tra i 300 e i 400; quattro tra i 200 e i 300, rischiamo di essere intrappolati nel mezzo". Ma l'obiettivo dei bianconeri è globale: "Il calcio è un settore in forte e continua espansione, ma dobbiamo riflettere su due fenomeni che stiamo vivendo. Da un lato la Cina che ha deciso di investire fortemente nel calcio. Dall'altro guardiamo alla MLS, che è ormai una lega competitiva", ha aggiunto.

"La struttura impostata dal punto di vista dei ricavi è solida e siamo pronti ad affrontare le sfide del domani. Nel calcio si sta assistendo a una progressiva polarizzazione. Pochi club hanno molte risorse. Il rischio è essere intrappolati nel mezzo. Abbiamo operato in maniera continuativa e costante sul mercato cinese, a partire dalla Supercoppa di Shanghai".

"Il piano per i prossimi 4 anni ha potenzialità e ho fiducia che ci porterà in una posizione di forte competitività internazionale abbiamo sviluppato diverse attività, fondamentali per lo sviluppo e la crescita del brand".

La Juve ha obiettivi grandiosi a differenza del resto dei club italiani. Una cosa su cui Agnelli si batte da anni: "I diritti televisivi della serie A sono cresciuti solo del 20%, decisamente meno rispetto alle principali leghe europee. L'NFL fattura il doppio della Champions League, nonostante abbia un minore bacino di utenza. Questo ci deve far riflettere. La serie A deve riflettere su come valorizzare il prodotto e sulla sua distribuzione. Potremo dire di essere di fronte a una nuova primavera se analizzeremo le problematiche del calcio nella sua globalità. Il rischio sportivo è quello da cui tutti i club vogliono proteggersi e i maggiori investimenti sono rivolti ai calciatori. Questo non permette alle società che dovrebbero operare con razionalità di investire in attività funzionali alla crescita patrimoniale".

 

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