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La Sampdoria come il Parma? Il calcio italiano trema ancora

Marco Avena - 25-06-2015 - Letture: 2444

I conti dei blucerchiati sono nettamente in rosso.

La Sampdoria come il Parma? Il calcio italiano trema ancora

La Gazzetta dello Sport ha portato a galla il clamoroso caso della Sampdoria che, a quanto si legge, verte in condizioni finanziarie disastrose. Analizzando con attenzione il bilancio societario al 31 dicembre 2014, infatti, si scopre che l'attuale presidente Massimo Ferrero ha finora versato solo 3 milioni di euro. Peraltro sotto forma di prestito. Il tutto a fronte di un passivo di 24,6 milioni ripianato interamente dai vecchi soci, a cominciare dall'ex patron Garrone.

C'è già chi parla di nuovo caso Parma e l'assidua ricerca di liquidi per sanare questo buco sono spiegati con la frettolosa cessione di Obiang agli inglesi del West Ham e la rescissione contrattuale con il costosissimo Eto'o. Ma in questi giorni si parla anche dei possibili addii di Eder e soprattutto Soriano.

Lo scorso febbraio, il Cda della Sampdoria aveva approvato un piano di risanamento con scadenza 2017/18 nel quale è previsto il pareggio di bilancio a partire già dalla prossima stagione sportiva tramite "un’importante attività di mercato che porti al collocamento dei giocatori ancora legati per i prossimi anni con la Sampdoria" e il realizzo di "significative plusvalenze".

Infatti, ricapitolando in breve come sono andati gli ultimi anni, il 12 giugno del 2014 Garrone aveva ceduto il club a Ferrero a costo zero lasciando peraltro in dote 36,5 milioni di euro, buona parte dei quali destinati a ripianare l'esposizione debitoria con le banche. Poche settimane dopo la controllante della Sampdoria aveva cambiato nome e trasferito la propria sede da Genova a Roma, controllante detenuta al 100% dalla dalla Holding Max srl, società costituita il 27 giugno 2014 con un capitale sociale di appena mille euro ed in mano alla figlia del presidente, Vanessa Ferrero e al nipote Giorgio. Nonostante i soldi lasciati in dote, i conti purtroppo hanno continuato a non tornare a causa dell'elevato monte ingaggi e dalle minori plusvalenze che portano il disavanzo dai 13,4 milioni del 2013 ai 24,6 milioni del dicembre 2014.

Insomma, altro che sognare in grande... La Samp rischia di ritrovarsi presto in pericolose sabbie mobili. E il calcio italiano sembra essere destinato all'ennesima brutta figura.

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