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I retroscena dell'addio Conte-Juve. E Sacchi lo vuole in Nazionale...

Sergio Stanco - 17-07-2014 - Letture: 20759

Filtrano le prime indiscrezioni sui motivi dell'addio

I retroscena dell'addio Conte-Juve. E Sacchi lo vuole in Nazionale...

Un fulmine a ciel sereno, così è stato descritto l'addio di Conte alla Juventus. In verità il malumore covava da tempo e ha diverse origini. Divergenza di vedute, si dice in questi casi, sulla gestione e sul mercato, ma anche piccoli screzi che anche se non sono fondamentali, hanno accelerato il divorzio. Ce li racconta Tuttosport, sempre molto informato sulle vicende di casa Juve.

Per quanto riguarda il mercato, Conte non avrebbe affatto gradito l'impossibilità di arrivare a Sanchez e Cuadrado, i due giocatori sui quali avrebbe voluto fondare la sua "nuova" squadra col modulo 4-3-3. Poi, quando è diventato chiaro che anche la terza scelta Iturbe era volata a Roma, il vaso è traboccato. Il tecnico avrebbe voluto anche Mandzukic, accasatosi a Madrid sponda Atletico, e Morata era l'ennesimo ripiego.

Ma al di là del mercato, il mister non ha gradito anche altre prese di posizione della società: il rifiuto di ingaggiare Ventrone, storico preparatore atletico dell'Era Lippi, poi finito a Catania, e le tourné in Indonesia, Australia e Singapore. E, forse, avrebbe dovuto farla senza Vidal, che apparentemente è stato inserito nella lista dei partenti dalla proprietà contro il parere del tecnico. Per tutto questo, alla fine, Conte ha lasciato ed è allora che, come racconta la Gazzetta dello Sport, sul cellulare di Allegri è arrivato un sms da Marotta (è stato lui a scegliere l'ex mister del Milan e convincere Agnelli ad ingaggiarlo): "Ti dobbiamo parlare". E questo contro il parere di Pavel Nedved, infuriato per come era stato gestita la situazione.

Infine, a sorpresa, si parla anche di un accordo virtualmente raggiunto col Milan, poi saltato per i timori di Conte relativamente alla guerra interna Barbara-Galliani. Senza di quella, forse, oggi Conte siederebbe sulla panchina rossonera.

Ora per lui si apre una nuova opportunità, che difficilmente sarà quella di un anno sabbatico. Sempre la rosea, infatti, lo piazza già sulla panchina della Nazionale: Sacchi è un suo grandissimo estimatore e sarebbe il suo primo sponsor. Antonio, poi, non riesce a stare fermo un secondo e lasciarlo senza panchina è come torturarlo. E allora il futuro è già oggi. Per domani, invece, sarà di nuovo Juve: "E' solo un arrivederci", dice Tuttosport...

 

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