NEWS

Ecco come ti faccio grande Inter. Parola dell'ad Bolingbroke

Marco Avena - 17-12-2014 - Letture: 4377

L'intervista alla Gazzetta dello Sport.

Ecco come ti faccio grande Inter. Parola dell'ad Bolingbroke

Michael Bolingbroke, amministratore delegato dell’Inter dalla scorsa estate, ha voluto raccontare quelli che sono obiettivi e ambizioni del club in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport.

"Per me l’Inter è un club di Champions League, perché pur non giocandoci da alcuni anni, come tutti i brand calcistici, il suo appeal resiste a lungo nel tempo - ha spiegato -. Quando pensi all’Internazionale continui a pensare a quello. E quello che voglio è che questo club torni in pianta stabile in Champions: non per un anno soltanto ma per tanto tempo. E’ vero che c’è la crisi ma l’Italia è una delle più importanti economie del mondo e Milano è una città vibrante con un’enorme reputazione. A Manchester la gente veniva solo per il calcio, Milano è differente, è una delle città più visitate d’Europa, c’è la Scala, c’è la moda e c’è pure il calcio".

Sullo stadio di San Siro ha poi aggiunto: "Certo, è uno stadio da migliorare, ma ha potenzialità enormi e un fascino unico. E’ uno stadio fantastico, stiamo discutendo su cosa fare, ma saremmo felici di restare a San Siro, è la nostra prima opzione. Dividere  lo stadio col Milan? Non è difficile ma diverso, rispetto a come ero abituato al Manchester United. Old Trafford si presenta tutto rosso, a San Siro ci si deve organizzare, per esempio per la corporate hospitality: però il vantaggio è che possiamo condividere i costi col Milan".

Bolingbroke ha anche spiegato la scelta di Roberto Mancini da parte del club: "Mancini è un vincente. Non mi riferisco solo al suo passato nell’Inter, ma a quello che ha fatto con il Manchester City. Io stavo dall’altra parte e ho potuto osservare come ha trasformato la mentalità di quella squadra. Era un club a metà classifica e lui l’ha portato a vincere".

Quindi il menù da proporre per rilanciare la squadra nerazzurra: "Prima di tutto bisogna investire negli stadi perché si attiverebbe un circuito virtuoso: non solo per la gente, ma anche per le tv e gli sponsor, che preferiscono migliori “scenografie”. Poi la globalizzazione: si pensi agli orari delle partite, che dovrebbero essere più orientati ai mercati americano e asiatico. Sky e Mediaset sono interlocutori molto importanti per la Serie A, ma le 20.45 di domenica allontano le famiglie e i ragazzi perché l’indomani c’è la scuola. Se poi penso al mercato internazionale, alla Cina per esempio, lì è notte quando è prime time da noi".

Articoli correlati
Nome e Cognome
Email valida
Username
Password
* Cliccando su REGISTRATI accetti le nostre regole sulla privacy
ATTENZIONE: controllare sempre la cartella spam nella casella di posta, inquanto è possibile che alcuni provider inseriscano automaticamente la mail di attivazione in questa cartella.

CHIUDI
X

Password dimenticata ? Inserisci il tuo indirizzo email e ti invieremo i dati di accesso

Email valida
ATTENZIONE: controllare sempre la cartella spam nella casella di posta, inquanto è possibile che alcuni provider inseriscano automaticamente la mail di attivazione in questa cartella.

CHIUDI
X
Powered by: World(D) 1.6