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Duro attacco di Shaqiri al’Inter

Federico Coppini - 14-02-2017 - Letture: 647

Duro attacco di Shaqiri al’Inter

Duro attacco di Shaqiri al’Inter, qualche tempo fa l’ex esterno nerazzurro lanciò diverse accuse verso il club di Appiano Gentile.

Ai microfoni di Spox rilasciò le seguenti dichiarazioni: “L’Inter aveva spinto tanto per avermi, volevano costruire una nuova squadra. Mi sono trovato benissimo a livello di vita, con Appiano Gentile anche vicino alla Svizzera, ma non mi è piaciuto il calcio veramente italiano è lento e troppo tattico, difficile far valere le mie caratteristiche in quel contesto. Mancini mi volle con forza, con lui non ho mai avuto problemi. Ma forse dovevo informarmi maggiormente sull’ambiente. Insieme trovammo una soluzione per il mio addio. Le infrastrutture? Lì sono pessime. Assurdo che un club grande come l’Inter non riesca a investire seriamente su questo aspetto. E anche l’erba dei campi da gioco, nonostante il bel tempo, non è mai perfetta, spesso troppo alta, a differenza dell’Inghilterra dove si gioca su ‘tappeti’ anche in condizioni climatiche ostili. L’unico mio rimpianto e’ stato il mio mancato trasferimento alla Juve per colpa del mio procuratore”. 

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Proseguendo anche: “La mia situazione a Monaco è cambiata con l’arrivo di Pep Guardiola. Non ho mai avuto un problema con lui. Sono stato infortunato un paio di volte e all’improvviso, dall’aver giocato tante partite e dato il mio contributo nell’anno del Triplete, mi sono ritrovato scavalcato da giocatori che erano in panchina e che avevano qualità inferiori. Ero deluso e infelice, anche se non ho mai sofferto la concorrenza e ho sempre voluto dimostrare al tecnico che si sbagliava. Vero che Guardiola elogiava comunque chi stava fuori, ma non potevo dirgli: ‘Se dici cose belle su di me allora mi devi fare giocare'”.

Sempre sull’Inter rilasciò alcune dichiarazioni al Daily Mail: “Quando arrivai a Milano, c’erano centinaia di tifosi in aeroporto per accogliermi. Quando invece sono arrivato allo Stoke City, di tifosi non ce n’erano ma a venirmi a prendere arrivò Mark Hughes, l’allenatore, in persona. Fu una cosa che non mi successe mai prima, ed è stato fantastico: voleva dire che il club era già pronto a fare tutto per me. Poi sarebbe spettato a me ripagare la fiducia in campo”.

Proseguendo anche su Pep Guardiola: “Lo spagnolo è un grande allenatore, ma sul piano della comunicazione le cose non andavano bene. Decide di mandare in panchina i giocatori senza nemmeno spiegare il perché. E a volte per un giocatore che si allena e lavora bene diventa difficile gestire la situazione, specie se poi lui ti elogia durante le interviste e poi non ti fa giocare”.

fonte: http://www.pianetabianconero.it/

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