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L'Inter sfida la sfortuna

Federico Coppini - 09-01-2017 - Letture: 2765


Altri tre punti e quarta vittoria consecutiva in campionato, quinta compresa quella in Europa League contro lo Sparta Praga, utile solo per rimpinguare la striscia. Per fortuna la pausa invernale e le feste hanno provocato il minimo sindacale dei danni, tradotto in un primo tempo 'da paura' ma senza intaccare quello che conta di più: il risultato finale. E la testa va già a sabato prossimo, al Meazza contro il Chievo Verona.

POCO GAGLIARDI(NI) - Inutile nasconderlo, ormai Roberto Gagliardini è un giocatore dell'Inter e quella di Udine è stata l'ultima partita dei nerazzurri senza il giovane centrocampista ormai ex Atalanta. E chissà che Stefano Pioli non lo voglia gettare subito nella mischia contro il Chievo Verona, quando mancherà causa squalifica Marcelo Brozovic, il faro della mediana interista nelle ultime vittorie. Un'iniezione di linfa fresca che farà certamente comodo a Pioli, nella speranza che Gary Medel torni a disposizione e riprenda il suo posto accanto a Joao Miranda in difesa. Questa squadra ha bisogno di alternative, perché quanto visto nel primo tempo non può essere riproposto.

CHIAMARE ORE PASTI - L'Inter risponde presente alla chiamata dell'ora di pranzo. Dopo il successo di Reggio Emilia contro il Sassuolo, i nerazzurri suprano il jet lag del lunch time e, pur non brillando, trovano continuità nei risultati. Il successo di Udine, contro un avversario rigenerato dalla cura Delneri e decisamente battagliero davanti a un pubblico caloroso al di là del clima polare, ha un peso specifico enorme perché nei due precedenti di mezzogiorno erano arrivate solo amare sconfitte. La prima addirittura nel post-Triplete, con Leonardo in panchina. Chiamate ore pasti, l'Inter adesso può rispondere.

SFIDA ALLA SFORTUNA - Al di là dei numeri relativi a Mauro Icardi, che alla ripresa dopo la sosta si è sempre mostrato un ingordo realizzatore (ieri 'solo' un assist), i numeri non sorridevano certo all'Inter impegnata alla Dacia Arena con pandori e panettoni ancora sullo stomaco. Si parte dall'allenatore, Stefano Pioli: 7 punti su 21 dopo la pausa invernale nella sua carrira in serie A. Dei due precedenti al Friuli alle 12.30 con sconfitta e tre pere sul groppone ambo i casi si è già detto. A questo poi si aggiunge la maglia Sprite mainagioia style, che in questa stagione vanta due precedenti e altrettante sconfitte in Europa (successo solo contro la Linense a Marbella, se ci si può accontentare). Dopo questa vittoria, magari farà storcere meno il naso...

SCALA A PIOLI - L'Inter sta risalendo, è un dato incontrovertibile a prescindere da qualche prestazione opinabile e dalla mancanza di continuità nell'arco dei 90 minuti. La classifica non è ancora quella auspicata, ma i nerazzurri sono tornati nel gruppone che spera di agguantare il terzo posto in classifica, lontano 5 punti, forse 6 se il Milan vincesse a Bologna. Ma va bene, è grasso che cola considerando il ruolino di marcia prima dell'arrivo di Stefano Pioli che ha spazzato via quello che Mauro Icardi ha definito "clima irrespirabile" durante la gestione De Boer. Valutando la graduatoria a partire dal derby, esordio del tecnico parmense, i nerazzurri sono dietro solo al Napoli, di appena un punto (conquistandone 16 su 21). L'Inter sta salendo la scala. A Pioli, ovviamente.

IVAN IL TE...MPISTICO - Il last minute sembra eserciti un qual certo fascino nei confronti di Ivan Perisic, che a Udine ha timbrato due cartellini prima che suonasse la campanella, da bravo impiegato modello. Due reti di importanza capitale, perché la prima permette ai compagni di chiudere in modo inspiegabile sull'1-1 un primo tempo di sofferenza; la seconda nobilita una ripresa più propositiva e vale 3 punti. "Scusate il ritardo", direbbe Perisic, e la mente torna al colpo di testa altrettanto perentorio contro la Juventus (altra rimonta, sempre contro bianconeri) o al piatto sinistro contro il Milan, anche questo prima del gong. Sarebbe meno stressante per le coronarie segnare prima, ma vuoi mettere quant'è bello un gol allo scadere? Croatian job.

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