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Parla Bernardeschi: "Io all'Inter? Vi dico che.."

Elia Guerra - 27-11-2016 - Letture: 4123

Ecco la risposta di Bernardeschi in merito alle voci di mercato

Parla Bernardeschi: "Io all'Inter? Vi dico che.."

Da diversi giorni non si fa altro che parlare di Federico Bernardeschi e del suo futuro, soprattutto dopo le parole del tecnico della Fiorentina Paulo Sosa, che ha gettato anor più dubbi sulla permanenza in maglia viola del numero 10, considerato da molti come un fuoriclasse e il degno erede di Roberto Baggio e Giancarlo Antognoni. Ma a far chiarezza ci ha pensato lo stesso calciatore in un'intervista a 'La Gazzetta dello Sport'. Queste le sue parole: "Nessuno conosce il futuro. Ora penso a lunedì. Inter? E' la stessa di quando l'affrontai con i Pulcini. Vidi le facce spaventate dei miei compagni e dissi loro che non dovevano essere necessariamente più forte di noi, e che volevo giocarmela. Contro l'Inter è una gara per la quale pensi quant'è bello fare questo lavoro. A 'San Siro' poi vale tutto il doppio. Da fuori dispiaceva un po' per il loro momento difficile ma Pioli è un tipo quadrato, ne verranno fuori. Ho letto dell'ipotesi Inter per me, così come del Barcellona e della Juventus. Nel calcio quasi tutto è nuvola. Solo ciò che non lo è diventa fuoco"

 

Sulla maglia invece: "Se penso a chi ha avuto la 10 viola prima di me, guardo ad Antognoni e Baggio. Il primo però l'ho visto soltanto su internet. L'idea mi ronzava in testa da tempo e quando Aquilani lo lasciò libero, chiesi a Pasqual e Borja Valero se pensavano fosse presuntuoso. Mi dissero di no e a quel punto zero dubbi. Un anno e mezzo dopo posso dire che non pesa, anzi è una forza in più. La prima vera l'ho conservata, quella dei due gol al Barcellona".

 

Poi un pensiero a Buffon: "E' banale dire che l'ammiro. Gigi è da studiare e io ci provo. Il problema è che poi continua a sorprendermi. La prima volta che l'ho sentito parlare ho pensato che fosse uno di quelli che, quando parla, non ti viene da distrarti". 

 

Infine il brutto infortunio al malleolo: "La beffa fu romperlo da solo. Un salto e 'crack', sentii proprio il rumore che si racconta. Il dolore fu insopportabile. Quando recuperi e guardi gli altri da dietro un vetro, ti manca l'aria. Ti aiuta però a crescere, diventando più forte. Non hai paura di rifarti male, anzi sono convinto non mi succederà di nuovo".

 

 

 

 

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